62) Goldmann. Pascal e Marx.
Pascal e Marx sono due pensatori dialettici (v. Quaderno secondo,
3, capitolo Sei, Dalla crisi una proposta legata al pensiero
dialettico. Pascal). Goldmann ne mette in evidenza la somiglianza
nel modo con cui hanno proposto, in un rapporto dialettico tra le
prove razionali ed il salto nella fede, l'uno il cristianesimo e
l'altro il comunismo.
L. Goldmann, Il dio Nascosto [Le dieu cach] (pagine 374-376).

 Non ci soffermeremo sui numerosi frammenti - di grande importanza
per la comprensione della filosofia pascaliana, bench oggi, in
parte, superati - che riguardano le prove positive della religione
cristiana: profezie, miracoli, perpetuit, stile dei vangeli,
eccetera
Questi testi pongono allo storico della filosofia un problema che
non  specificatamente pascaliano ma interessa tutte le forme di
pensiero tragico e dialettico (Kant, Hegel, Marx e Lukcs): quello
di sapere in che misura un atto di fede, indipendente da ogni
considerazione teorica, nell'esistenza reale o nella realizzazione
futura dei valori (esistenza e realizzazione non conoscibili in
modo certo sul piano teorico) sia compatibile con lo sforzo per
reperire il massimo di argomenti non coercitivi atti a provare sul
piano teorico la fondatezza di questa fede; meglio ancora in che
misura esiga tale sforzo.
Minima  la differenza tra il ragionamento secondo cui Pascal non
poteva scommettere di persona perch ha accennato pi volte
all'esistenza di prove della religione cristiana e quello che
rimprovera a Marx di contraddirsi affermando da un lato
l'inevitabile realizzazione della societ socialista e dall'altro
chiedendo agli uomini di agire e di lottare per questa
realizzazione. L'uno e l'altro ragionamento derivano dalla
medesima incomprensione del carattere dialettico della realt
umana di cui soffrono un razionalismo e un empirismo che separano
radicalmente i giudizi di fatto dai giudizi di valore.
L. Goldmann, Pascal e Racine, Lerici, Milano, 1961, pagine 451-
452.
